10 Coworking Concepts per il prossimo decennio, ovvero: il Coworking declinato al futuro. Ipotesi di lavoro 2022-2032.

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coworking futuro - 10 coworking concepts per il prossimo decennioNe parliamo a Milano l’1/12, alla presentazione del libro “Ho fatto un Coworking, anzi 100” insieme a D’elia (Comune di Milano) e Pais (Università Cattolica) – Registrati qui per partecipare all’evento

Sono sempre di più coloro che ci chiedono pareri e informazioni su quello che – secondo Rete Cowo® – sarà il “Coworking del Futuro”.

Per formazione, per esperienza, per impostazione noi non siamo particolarmente orientati a fare previsioni…

Il Coworking stesso, quando abbiamo iniziato noi con il progetto Cowo® nel 2008, non era che un segnale debolissimo, molto fievole. Neppure presente in Italia.

In realtà, il nostro modo di lavorare prevede un’attenzione spasmodica al presente, alle sue evoluzioni continue.

Sulla base di ciò che impariamo giorno per giorno, applichiamo strategie adattive, modifichiamo, ripensiamo, riproviamo. Quotidianamente.

Il nostro futuro è tutti i giorni, perché ogni giorno è il futuro di ieri e il passato di domani.

Quando diciamo queste cose, però, ci viene data come controbattuta un’affermazione incontestabile, e cioè:

Sì, ma voi siete gli unici ad aver lavorato su questo concetto per ben 13 anni, in modo continuativo, con risultati consistenti.

Non potete non farci una proiezione futura!

Si potrebbe a questo punto entrare in una discussione che disquisisce su quanto il passato sia utile per predire il futuro (secondo noi… per nulla), ma nondimeno sappiamo che questo tipo di richiesta ha il suo fondamento.

Quindi, ecco: abbiamo fatto l’esercizio di applicare tutto quello che sappiamo di Coworking, e “declinarlo al futuro”, per così dire.

Come si vedrà, abbiamo cercato di impegnarci a fondo, comprendendo tutti gli ambiti – e sono tanti – che il nostro lavoro coinvolge.

In modi diversi e con livelli di impatto diversi, il Coworking va a toccare tantissimi temi: l’organizzazione del lavoro, l’equilibrio work/life, le tematiche “ecologiche” del riuso degli immobili o del lavoro vicino a casa (minor inquinamento!), l’opportunità per il mondo real estate di un approccio più sociale, la flessibilità di impostazione, l’inclusività, la contaminazione tra professioni e generazioni… tanto, tantissimo.

Abbiamo guardato a tutto questo con gli occhi di chi si applica quotidianamente a far vivere un’idea che fino a pochissimi anni fa non esisteva.

Gli stessi occhi, oggi provano ad alzare lo sguardo e a scorgere un’orizzonte di senso meno immediato, più a lungo termine.

Entriamo perciò in quelli che secondo noi potranno essere alcuni dei trend dominanti nell’ambito del Coworking per i prossimi anni.

Quanti anni?

Le evoluzioni procedono con ritmi impossibili da conoscere prima, ma proprio per questo riteniamo che per un’ipotesi di lavoro sufficientemente attendibile – in una situazione di imprevedibilità completa – serva un arco di tempo piuttosto lungo.

Ci diamo quindi 10 anni.

10 anni in cui seguire con quotidiana attenzione le evoluzioni del Coworking, per non restringere il campo della nostra valutazione a un segmento di tempo troppo breve.

L’aver lavorato in questo campo per 13 anni ci ha fatto capire, se non altro, una cosa in particolare: che non si può, volendo capire un fenomeno, ragionare nel breve termine.

Ed ora, lanciamoci nella nostra “scommessa”, in cui abbiamo messo – dopo lunga riflessione – tutto ciò che abbiamo appreso sia dall’operatività quotidiana, sia da ciò che osserviamo intorno a noi.

10 COWORKING CONCEPTS PER I PROSSIMI 10 ANNI ovvero:
IL COWORKING DECLINATO AL FUTURO
Un’ipotesi di lavoro 2022 – 2032

Nota bene: i concetti seguenti sono stati selezionati sulla base di:

a)
Osservazione costante del fenomeno Coworking dal 2008 ad oggi, in tutte le sue manifestazioni e in oltre 100 spazi sparsi su tutti i tipi di territorio

b)
Valutazione degli aspetti che, a nostro parere, diverranno più centrali e influenti nell’ambito del Coworking, nel prossimo decennio

Nessun dato statistico o di altro tipo è alla base di quanto segue, ma solo la sensibilità che ci viene dalla frequentazione quotidiana del settore.

1.
RESILIENZA

L’abbiamo visto durante la pandemia: i Coworking (per lo meno nei più validi) hanno creato le condizioni per una resilienza quanto mai opportuno, lì i coworker hanno resistito meglio: una flessibilità strutturale, insita nel DNA di questi luoghi ha permesso l’attraversamento di una fase difficile con meno danni rispetto ad altre attività.
Questo anche grazie al legame virtuoso che molti utilizzatori di Coworking provano nei confronti della community di cui fanno parte.
Da un punto di vista più ampio, essere in un Coworking significherà sempre più essere meglio attrezzati per far fronte a condizioni avverse e/o particolarmente impegnative.
Senza necessariamente invocare Cigni Neri di portata epocale (anche se ne abbiamo già vissuti un paio, la crisi del 2008 – da cui il Coworking italiano è nato – e la pandemia), una situazione sfidante può nascere anche da eventi normali, quali la nascita di un figlio, un trasloco, un cambio di attività.
Guardando la cosa dal punto di vista aziendale, sempre più aziende e società condividono con lavoratori autonomi, partite Iva, freelance, la visione del Coworking come supporto resiliente, a favore della possibilità di resistere (e possibilmente prosperare) sul mercato.

2.
SENSO

Il Coworking darà più senso alle scelte delle persone.
Oggi è di moda parlare di “Great Resignation” o “Big Quit”,  alludendo al fenomeno che ha visto, nel 2021, una percentuale di persone decisamente anomala decidere di lasciare il proprio lavoro fisso.
Il Coworking è spesso tra i luoghi e le suggestioni che favoriscono questo tipo di decisioni, facendo vedere in concreto che un diverso tipo di approccio al lavoro esiste, è possibile.
In altre parole, il Coworking, assumendo più importanza in generale, acquisirà molto più peso specifico nella considerazione di sempre più persone, verso le quali rivestirà sempre più senso.
Il tutto in un’ottica generalizzata, che coinvolge la società intera, dove la ricerca di senso appare sempre più pressante e diffusa, ad ogni livello e in tutti gli ambiti.

3.
ISPIRAZIONE

Il Coworking sta già vedendo una diffusione fortissima, con sempre nuovi spazi aperti ovunque… il Coworking è evidentemente fonte di ispirazione, a più livelli.
Ispira coloro che hanno gli spazi, ad attivare iniziative di Coworking.
Ispira coloro che ne sono utilizzatori potenziali, che infatti li utilizzano sempre di più.
Ispira chi sviluppa le narrazioni, che crea sempre più storie, sui media di ogni tipo.
Ispira chi studia la sociologia economica e le scienze sociali, con sempre più indagini e studi sul tema.
Ispira gli amministratori pubblici, che vi individuano luoghi di valore per le comunità di territorio.
Ispira i grandi imprenditori, che investono in nuove iniziative, talvolta anche ibride (recentissima la notizia di Benetton e del suo WOL milanese).
Ispira – infine – chi vi lavora, perché trova un humus fertile e favorevole alla nascita di nuove idee.

4.
AUTENTICITÀ

Veniamo da un periodo che ha visto le grandi multinazionali degli uffici flessibili entrare a gamba tesa nel mercato del Coworking  (due per tutti: IWG con i suoi migliaia di centri Regus, Spaces, HQ, e il famigerato WeWork con le sue follie e aberrazioni… dalle stelle alle stalle) cosa che ha portato, da un lato, un allargamento della base di mercato e dall’altro una certa “invasione” del concetto originario di questa attività, fondata – come ricorda anche Wikipedia – sul “raduno sociale di un gruppo di persone che lavorano in modo indipendente, ma che condividono dei valori e sono interessati alla sinergia che può avvenire lavorando a contatto con persone di talento”.
Se la tendenza che noi di Cowo® abbiamo osservato in questi anni è corretta, si intensificheranno quei legami e quei rapporti che si sviluppano in centri di Coworking effettivamente tali, e cioè quelli che danno valore alla Relazione.
La ricerca di senso (punto 1) che sempre più si percepisce nella società andrà a favore di quelle Coworking community in grado di mantenere la promessa insita in tale definizione, con buona pace di coloro che mettono in atto un approccio esclusivamente commerciale, indifferente agli aspetti relazionali.

5.
PIATTAFORMA

Con la sua natura ibrida e multiforme, le realtà di Coworking si candidano ad essere sempre più delle vere e proprie piattaforme.
Luoghi fisici e virtuali (pensiamo ai contatti tra coworker ed ex-coworker, che continuano sui social dopo l’incontro diretto negli spazi fisici) che rappresentano sempre più il punto di partenza per esplorazioni di ogni tipo.
Dal più banale “progetto in comune” che nasce davanti alla macchinetta del caffè, all’iniziativa di Network che segue l’apertura di un secondo, terzo, quarto spazio da parte dello stesso operatore, dall’ambiente di riferimento per studi di ogni tipo (survey, tesi di laurea, studi socio-economici) ai siti dove ogni coworker si può proporre per cercare/offrire opportunità lavorative agli altri fruitori di spazi di Coworking.
Tutte piattaforme: fisiche, digitali, concettuali.

6.
INCROCIO

All’incrocio tra Futuro e Lavoro, su una verticale specifica che è il territorio: lì è il Coworking.
La citazione è del nostro fondatore Massimo Carraro, e coglie solo uno degli “incroci” che contraddistingue (e contraddistinguerà) il Coworking.
Incrocio tra professionalità diverse.
Incrocio tra pubblico e privato.
Incrocio tra aziende e freelancer.
Incrocio tra proprietari di immobili e utilizzatori (al di fuori delle logiche immobiliaristiche consuete).
Incrocio tra una concezione più evoluta della giornata lavorativa e le mutate condizioni generali (leggi: pandemia).
Incrocio tra servizio sociale e attività commerciale.
Incrocio tra settori economici (ristorazione + coworking, accoglienza + coworking, commercio + coworking)
Incrocio tra Relazione e Business.
Incricio tra Impresa e Territorio.

7.
TERRITORIO

La quota di territorio all’interno del “concetto Coworking” sarà sempre più significativa.
Non solo per il fenomeno delle “città a 15 minuti” lanciato dalla sindaca di Parigi Hidalgo, che dà nuova forza al valore della prossimità, ma anche per i legami che uno spazio di Coworking tende a creare con il territorio.
Non a caso, il Coworking “parla” prima di tutto con l’ambiente circostante, il palazzo, il quartiere, coloro che sono attivi nella zona.
Il “Co” di Coworking sarà sempre più un segnale di vicinanza e “lavoro con” il territorio di riferimento, dove creare e mantenere reti significativa di rapporto (personale e professionale).
La sostenibilità degli anni a venire avrà nelle attività di prossimità un punto di riferimento importante, e il Coworking non potrà che essere una delle principali.

8.
ESPANSIONE

Non è difficile aprire un Coworking (mentre è invece piuttosto difficile tenerlo aperto e farlo crescere, ma questo è un altro discorso).
Questa relativa accessibilità nell’attivare un progetto di Coworking, unita a una soglia di investimento molto bassa, farà sì che l’offerta si moltiplichi notevolmente.
Un ruolo importante l’avrà anche il continuo incremento della domanda, che seguirà inevitabilmente i fattori che stanno caratterizzando la nostra epoca lavorativa:
  • la rivoluzione organizzativa delle aziende e dei luoghi di lavoro
  • il sempre maggior numero di lavoratori indipendenti
  • la fluidità del mercato del lavoro
  • il crescente numero di immobili professionali inutilizzati
  • la diffusione del concetto di “lavoro flessibile” anche negli ambienti più tradizionalmente legati a forme conservative di organizzazione del lavoro (banche, professionisti…)
A tutto ciò si unirà un’espansione anche del “concetto Coworking”, che diventerà molto più comune di oggi, arrivando anche a banalizzarsi.
Questa evoluzione concettuale farà nascere delle concezioni di Coworking più varie e diversificate di quelle che conosciamo oggi, sempre comunque legate a spazi fisici e community specifiche: in futuro si potranno definire Coworking anche team di lavoro o modalità di comportamento.
Coworking sarà un concetto espanso al punto da… significare sempre meno.

9.
CENTRALITÀ

Con i Coworking nelle scuole, nei negozi, nei ristoranti, nei condomini, non si può non immaginare un Coworking sempre più centrale nelle nostre vite.
E non solo come soluzione di servizio, ma anche proprio come concetto-chiave nell’organizzazione lavorativa.
Non sono più una novità le aziende che riorganizzano gli spazi interni con le logiche tipiche dei Coworking (prenotazione della scrivania, calendario condiviso per le sale riunioni, impostazione mista presenza-remoto…).
Senza contare le numerose aziende che continuano a rigenerare gli spazi ex-uffici (con i dipendenti ormai stabilmente in remoto) in spazi di Coworking da offrire sul mercato.

10.
SERENDIPIDITY

Se la “serendipidity” definisce le scoperte importanti incontrate per caso, il Coworking è il luogo perfetto perché questo si verifichi.
Ci si va per lavorare e si finisce per attivare relazioni di tipo personale, grazie all’incontro con esseri umani, ci si va per svolgere la propria attività e si finisce per iniziarne un’altra, ci si va perché ci sembra che ci serva uno spazio di lavoro, e magari vi troviamo uno spazio mentale.
Possono sembrare aspetti poco rilevanti, invece costituiscono parte integrante delle motivazioni di molte persone, e – come accade in altri ambiti della vita sociale – rivestiranno sempre maggior peso nell’orientamento delle scelte verso il Coworking.
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  1. […] Milano, mercoledì 1/12/2021 ore 19.00: presso la libreria Books Import di via Maiocchi 11 evento di presentazione del libro di Massimo Carraro “Ho fatto un Coworking, anzi 100 – Se la relazione viene prima del business. Storia di Cowo®” + Discussione aperta sui 10 Coworking Concepts per il prossimo decennio. […]

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