Spazi di Coworking condominiale? Perché no. Una riflessione sul concetto di “terzo spazio” lavorativo (e un video per sorriderci su).

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coworking condominialeFra le tante riflessioni che abbiamo avuto occasione di fare negli ultimi mesi, segnati dalla pandemia, ce n’è una che riguarda le nostre case, gli appartamenti dove molti di noi abitano.

Ci riferiamo qui alla dimensione condominiale, che riguarda una grande parte degli immobili ad uso residenziale in Italia.

Dai piccoli condomini a due o tre piani ai giganti che torreggiano nelle grandi città, tantissimi di noi abitano in appartamenti, qualunque sia il territorio di riferimento.

Abbiamo già avuto modo di lanciare un messaggio – anni fa – auspicando la presenza di Un Coworking in ogni comune, magari a cura delle amministrazioni pubbliche…

Oggi, dopo oltre un anno e mezzo in cui l’organizzazione degli spazi lavorativi ha vissuto una rivoluzione inimmaginabile fino a poco tempo fa, è forse il momento di divulgare un altro messaggio, o per lo meno, di fare una nuova riflessione.

La riflessione, rivolta a chiunque operi nel settore immobiliare residenziale, è la seguente.

Non sarebbe il caso di creare spazi di Coworking condominiale, ad uso dei residenti?

La “nuova normalità”, come la chiamano molti, vedrà infatti, un’esigenza sempre crescente di luoghi dove svolgere l’attività lavorativa, da parte di sempre più persone che si svincolano dalla dimensione “ufficio in azienda”.

Pensiamo che sarebbe opportuno e intelligente offrire a tutti una possibilità di lavorare in ambiente correttamente impostato per il lavoro (quindi con i giusti arredi, una connessione adeguata, arredi funzionali all’attività professionale), attivando questo servizio nell’ambito delle opzioni condominiali.

Certo, si tratta di individuare gli spazi, e di impostarli sotto tutti gli aspetti (se pensate che il Coworking sia fatto di scrivanie e WiFi, beh, ripensateci), ma di certo, nell’ambito di una riorganizzazione generale, l’idea val bene una riflessione.

Ciò detto, pare di sentire già la giusta obiezione da parte di coloro che già lavorano in ambito Coworking:

In questo modo non perdiamo occasioni di lavoro?

Se tutti avessero un Coworking condominiale, chi utilizzerebbe più i nostri spazi?

Naturalmente la cosa ci tocca da vicino, e non è fuori luogo porsi la domanda.

Però… però noi ci sentiamo di rassicurare chi – tra i nostri affiliati in tutta Italia, e in generale nel settore – può venire colto da questo timore.

Il mercato dei Coworking di qualità, ad oggi, non ha certo problemi di concorrenza, e sicuramente chi offre un servizio di Coworking qualificato e di buono standard non ha nulla da temere da una espansione dell’offerta sul territorio.

Anzi: è corretto ritenere che una divulgazione estesa e massiccia del “concetto Coworking” aiuterebbe tutto il settore, in quanto allargherebbe il mercato.

Certo, è un’ipotesi che va verificata, e nessuno che abbia un minimo di onestà intellettuale può vantare di avere certezze in tasca, però noi siamo abituati a captare i segnali deboli del mercato, e ad ascoltarli.

La nostra Rete è stata la prima in Italia a fare Coworking, e questo stesso concetto – “Coworking” – ad oggi relativamente noto  – non era che un segnale debolissimo… che noi abbiamo colto e interpretato, prima di chiunque altro.

Ecco perché – a nostro avviso – non dobbiamo aver paura delle nuove idee, quale potrebbe essere il Coworking condominiale, bensì dobbiamo andare incontro a quanto il futuro ci presenta, in termini di sfide e opportunità.

Non dimentichiamo che è in atto, in tutto il mondo, una grande riflessione sui cosiddetti “third place” del lavoro.

Sono i “posti terzi” che non sono evidentemente né l’ufficio tradizionale, né la casa, dove – è ormai noto a tutti – è impossibile lavorare, nel lungo termine.

Chiarissimo che per noi e per tutti quelli come noi che lavorano in Coworking, il “third place” professionale per eccellenza non può essere che il Coworking.

Ma attenzione: la riflessione è in atto, e c’è chi ritiene che il “third place” possa essere l’ufficio stesso, magari riorganizzato… perché non provare a immaginare qualcosa di completamente nuovo? 

Oltre l’ufficio, oltre la casa… e se fosse anche “oltre il Coworking”?

La discussione è aperta.

  • Per approfondire:

“The rise of ‘third workplaces'”
– Axios

“Open offices failed. These are 6 essentials to make sure the next office doesn’t”
– Fast Company

“Real work – You’ll be surprised where it is happening”
– SteelCase

  • Per sorridere:

Il video “Adults returning to work”, sul ritorno al lavoro post-pandemia

 

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