[Video + Download Ricerche] Milano: se l’amministrazione comunale manda 14.000 dipendenti in Coworking. Il contributo di Rete Cowo.

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Il 15 marzo 2021 si è tenuta online una diretta particolarmente interessante, a cura del Comune di Milano ma di fondamentale importanza per tutta la Coworking Community nazionale.

Molti temi di interesse comune sul tavolo, a partire dal più “ingombrante” e cioè Coworking e Pandemia.

Tale aspetto è stato affrontato da molti punti di vista, sotto il cappello concettuale di un’idea: la possibilità di creare servizi utili ai cittadini ovunque sul territorio, entro una distanza di 15 minuti a piedi o in bicicletta.

Anche se questa visione può apparentemente rivolgersi solo alle grandi città, in realtà porta a ragionamenti utili per tutti, ovunque.

Primo ragionamento di interesse comune è la considerazione che lo smart working non cesserà con il cessare della pandemia, e i suoi effetti sui luoghi di lavoro permarranno.

In questo quadro, il lavoro delle amministrazioni pubbliche può ricoprire un ruolo molto importante.coworking milano tajani

L’Assessora al lavoro e attività produttive del Comune di Milano, Cristina Tajani l’ha detto chiaramente:

Vogliamo essere la prima Amministrazione a sperimentare nuovi luoghi e nuovi modi di lavorare che si pongano in sintonia con la costruzione di una Milano a 15 minuti e contribuiscano a ridisegnare il modo di vivere e fruire della città e dei suoi servizi post pandemia: lo smart working ci accompagnerà anche dopo l’emergenza sanitaria.

Dobbiamo quindi lavorare su contrattazione collettiva e politiche pubbliche in grado di limitarne gli effetti negativi, come il confinamento domestico, ed enfatizzarne quelli positivi, come il risparmio di tempo negli spostamenti e la migliore conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.

Secondo punto in grado, a nostro parere, di far riflettere in modo nuovo il coinvolgimento delle amministrazioni pubbliche rispetto agli spazi di Coworking sui vari territori riguarda un elemento totalmnete nuovo nel panorama del lavoro dipendente per le amministrazioni pubbliche.

coworking milano mariottiE cioè la possibilità – per i dipendenti pubblici – di svolgere la propria attività lavorativa quotidiana non più nelle sedi abituali ma presso spazi di Coworking di prossimità, vicini alla propria residenza. Una possibilità che si sta concretizzando nella città di Milano.

Marina Ristori del Comune di Milano ha presentato infatti – nell’ambito di una relazione completa di molti dati interessanti – il progetto “Near Working”, con il quale si sta lavorando per permettere a una parte consistente dei 14.000 dipendenti del Comune di Milano di scegliere di lavorare in remoto.

In questo periodo di pandemia, infatti, sono ben il 92% di tutti coloro che hanno la possibilità di farlo (quindi con l’eccezione di chi svolge attività che non permettono il lavoro da remoto, come i vigili urbani ad esempio), i dipendenti del Comune attivi in remoto, senza recarsi negli uffici comunali.coworking milano pais

È stato quindi il momento della presentazione di tre ricerche sul Coworking, tutte e tre importanti e autorevoli.

DAStU – Politecnico di Milano nella persona di Ilaria Mariotti, ha illustrato i risultati della ricerca “La geografia degli spazi di Coworking a Milano. Un’analisi territoriale”.

Sono emersi dati molto interessanti riguardo la potenzialità di nuovi spazi di Coworking – nella città che ne vanta il maggior numero in Italia, ben 119 ufficialmente mappati, più tutti gli altri – e constatando la buona distribuzione degli uffici condivisi su tutto il territorio milanese, con una presenza significativa (51% del totale) in tutte le 14 aree metropolitane.

Molto stimolante anche il lavoro di ricerca eseguito da DAStU – Politecnico di Milano basato sui dati di traffico telefonico in periodo pre- e post- lockdown, che ha evidenziato come la mobilità verso il centro città sia significativamente diminuita con la pandemia, creando quindi i presupposti per l’attivazione di nuovi servizi in aree meno centrali e più periferiche.coworking milano maineri

La prof. Ivana Pais di TRAILab – Università del Sacro Cuore ha poi presentato la ricerca “La trasformazione dei Coworking di Milano nell’emergenza pandemica”.

Tale ricerca, cui hanno dato un significativo contributo anche gli spazi Cowo® di Milano, partecipando con grande disponibilità alla fase di raccolta dati, entra nello specifico delle problematiche attraversate dagli spazi di Coworking cittadini in conseguenza della lunga emergenza sanitaria.

Alla prevedibile situazione di difficoltà si affiancano incoraggianti segnali, timidamente positivi; sono infatti il 35% del totale i gestori di spazi di Coworking che dichiarano di aver trovato nel proprio quartiere di riferimento nuovi utilizzatori durante la pandemia.

Inoltre – ulteriore dato di una certa rilevanza – oltre la metà dei Coworking spaces (52%) ha ricevuto richieste di servizi da aziende, e il 37% conta tra i propri utilizzatori abituali anche lavoratori dipendenti.coworking milano carraro

Nuove esigenze che emergono da una situazione completamente nuova, evidentemente creata da tutte le conseguenze del Covid-19 in tutti i settori della società, incluso naturalmente quello lavorativo-professionale.

Infine, Marta Maineri di Collaboriamo ha delineato quelli che potrebbero essere gli scenari futuri del Coworking nello studio realizzato sul tema “Coworking di prossimità: nuovi modelli per una città a 15 minuti”.

Diverse tipologie di spazi per esigenze più specifiche e focalizzate su orientamenti differenziati potrebbero vedere la luce in un prossimo futuro, tutti caratterizzati da un un dialogo attivo con il quartiere e con le diverse anime della città, in un quadro capace di rendere più pervasivi e utili gli scambi di informazione e la condivisione di competenze.

La tavola rotonda, nella seconda parte della diretta, ha visto la partecipazione del nostro fondatore e di rappresentanti di Assolombarda (Vittorio Biondi) e CGIL (Massimo Bonini), oltre che dell’Assessora al lavoro e attività produttive Cristina Tajani. coworking milano bonini

Nei suoi interventi, il founder di Rete Cowo® ha sottolineato come la relazione sia sempre al centro delle iniziative di Coworking di qualità – concetto poi ribadito anche dall’Assessora Tajani, che ha scherzosamente criticato il concetto di “affittascrivanie”, riferendosi a quel modo di intendere il Coworking privo di ogni cura della relazione – e come i Coworking siano tuttora realtà molto di nicchia, con molta strada da percorrere prima di diventare soluzioni strutturali.

In chiusura della tavola rotonda poi, Carraro ha voluto dare un segno di ottimismo ricordando quando – molti anni fa, all’inizio del progetto Cowo® – si ipotizzava con l’Assessora Tajani l’idea pionieristica di “qualche dipendente” che trascorra “qualche ora” presso gli spazi di Coworking, mentre oggi – 2021 – ci ritroviamo a studiare importanti passaggi di questo tipo, per migliaia di persone, su base continuativa e con approccio sistemico.coworking milano biondi

Segno che le intuizioni iniziali del nostro progetto e le idee pionieristiche che Cowo® ha messo in circolo più di 10 anni fa andavano nella giusta direzione di una maggior sostenibilità e valorizzazione del ruolo dei Coworking.

coworking milano ristori

Segno anche che il futuro non aspetta, semmai cavalca gli eventi per andare ancora più veloce!

DOWNLOAD E LINK UTILI

• Le ricerche

Università Cattolica – “La trasformazione dei Coworking di Milano nell’emergenza pandemica” – Clicca e scarica ora

Politecnico di Milano – “La geografia degli spazi di Coworking a Milano” – Clicca e scarica ora

Collaboriamo – “Coworking di prossimità: nuovi modelli per una città a 15 minuti” – Clicca e scarica ora

• Articoli e informazioni

coworking qualità comune di milano

Sezione dedicata ai Coworking di quartiere a Milano – Sito YesMilano.it

Informazioni sull’Elenco Certificato dei Coworking di Qualità – Sito del Comune di Milano 

VIDEO INTEGRALE DELL’EVENTO
(Interventi Massimo Carraro: 1:15:53 e 1:54:39)

 

 

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