My Coworking Day: la nostra giornata al Torino Coworking Center. Ecco com’è andata (bene).

Cristina e Ilaria al Torino Coworking Center

Alla ricerca di un Coworking a Torino? Facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, ampio e dotato di di sale per corsi e sale riunioni?

Per #MyCoworkingDay la nostra coworker Cristina è arrivata nella città della Mole per lavorare per un giorno al Torino Coworking Center.

Com’è andata? Tutte le risposte nel racconto di questa giornata. (E se volete restare aggiornati su tutti i “giri per Coworking” di Cristina, cliccate sull’hashtag #MyCoworkingDay sui vari Social Network!)

Se c’è una cosa che mi piace, nel visitare sempre Coworking diversi, è che dietro un qualsiasi spazio di Coworking c’è sempre una storia.

Una storia che ha a che fare con il luogo, con la diversa destinazione d’uso, con le persone che lo popolano, con quelle che dimostrano di crederci.

È con questo spirito che lascio il Coworking di Torino dopo una giornata passata lì a lavorare e conoscere altri professionisti.

torino coworking center
Cristina e Ilaria all’ingresso del Torino Coworking Center

Ma prima di raccontare la mia giornata, mi piace “riavvolgere il nastro” e cominciare dall’inizio di questa bella visita torinese.

Decidere la data non è stato facile: sarei dovuta venire a febbraio ma poi, come sappiamo, il Covid-19 ha deciso di metterci lo zampino.

Ma dopo 7 mesi… eccomi qui!

Per me è un giorno speciale: torno a visitare un Coworking e a trascorrervi un’intera giornata, per la prima volta dopo la pausa estiva.

Arrivare al Torino Coworking Center da Milano è semplicissimo: alta velocità, stazione Porta Nuova e poi tram 4.

Esattamente come mi aveva indicato Ilaria, che lavora alla reception del Coworking.

E che alle mie domande sul tragitto migliore, ha risposto inviandomi addirittura il tragitto di Google Map… una gentilezza non da poco.

Una veloce corsa in tram e sono in corso Giulio Cesare, muovo qualche passo a piedi in via Pinerolo ed eccomi davanti a un grande palazzo dove non c’è solo il Cowo®, ma anche diverse realtà del settore travel.

Ancora non conosce la storia di questo posto, che mi verrà raccontata qualche ora dopo da Chiara, la Cowo® Manager di TCC.

Si tratta di un edificio storico e, pensate, al piano sotterraneo c’è perfino un rifugio antiaereo.

Da appassionata di storia, chiedo ogni dettaglio a Chiara,  che me li racconta tutti, compresa la scala a chiocciola che porta giù… ma ritorniamo ad occuparci del Coworking.

torino coworking center
L’ingresso del Torino Coworking Center

Facendo il primo giro di ricognizione, scopro che dove ora c’è Coworking, fino a poco tempo fa c’era una palestra.

Adesso è invece un’area grande, di ben 400 metri quadrati, dove lavorare è davvero un piacere.

Gli spazi sono ampi e in questo delicato momento storico, lavorare da qui significa sentirsi sicuri sotto ogni punto di vista.

Il distanziamento è più che rispettato e ogni scrivania dispone di igienizzante.

Una sensazione di sicurezza che si respira in ogni ambiente, cucina compresa.

Se quello del pranzo è un momento di pura convivialità che in questo periodo sembra essere difficile da mantenere, qui a Torino hanno risolto benissimo.

Ogni coworker ha infatti un tavolo per sé distanziato dagli altri, ma che permette comunque di mangiare nella stessa stanza.

E dopo pranzo, dedico un po’ di tempo a visitare le altre parti di questo grande Cowo®, che mi colpisce anche per la piacevole luminosità naturale, in tutti gli ambienti.

Finestre grandi, alte, che fanno entrare tantissima luce naturale: importante quando si lavora molte ore davanti a un monitor.

Mi racconta Chiara, entusiasta e con una gran voglia di innovare, senza mai dimenticare né la sostenibilità né l’estetica:

“Abbiamo puntato sulle pareti rosse per creare un ambiente il più accogliente possibile.

Per noi è molto importante che ci si senta a proprio agio.”

E posso dire che accogliente lo è di certo, non solo nella grande sala ma anche in quella adibita a grande aula formazione: spaziosa e luminosa…  l’ideale per fare corsi mantenendo le distanze di sicurezza.

Altro fattore rilevante: la sala ha due porte: una di ingresso e una di uscita.

La giornata volge al termine, ma non posso non citare la testimonianza di un coworker, che mi confida:

“Sono una partiva IVA da tanti anni, ma è solo venendo qui che mi sono accorto di quanto mi mancasse uno spazio professionale vero e proprio, qualcosa che a casa non ho”.

Durante questa giornata, il mio “collega per un giorno” converserà spesso al telefono, ma devo dire che la cosa – grazie all’ampiezza degli amnbienti e a una sapiente insonorizzazione – non mi disturberà per niente.

Infine, un’altra cosa che ho apprezzato tantissimo di questo Coworking è il fatto che si può decidere se vivere la propria giornata lavorativa negli spazi comuni o scegliere un ufficio ad hoc, privato.

Anche questo, tutt’altro che scontato.

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