Cos’abbiamo imparato dalla pandemia? Dall’analisi delle richieste degli ultimi 4 mesi emergono tre tendenze.

tendenze-coworking

tendenze coworkingLo tsunami non si è ancora completamente acquietato.

Per le strade e dentro di noi, tracce dello sconvolgimento subito sono ancora molto presenti.

Eppure, in Italia stiamo guardando avanti, a differenza di altri paesi, ora nel pieno dell’emergenza sanitaria.

E insieme a tutto l’ecosistema economico, anche il Coworking prova ad alzare lo sguardo sul futuro.

Noi di Cowo® abbiamo la fortuna di poter osservare l’andamento del mercato da un punto d’osservazione privilegiato: quello di chi vede passare sotto i propri occhi tantissime richieste, ogni giorno, per tutta Italia.

Come sa chi ha avuto a che fare con noi, magari compilando un form di richiesta informazioni, oppure mandando un messaggio via Facebook, o semplicemente scrivendo una mail a un indirizzo cowo.it, è la sede centrale che gestisce e smista una parte rilevante delle richieste, da qualunque parte provengano, e a qualunque spazio Cowo® si riferiscano.

È poi cura del nostro staff contattare direttamente gli interessati e mettere in contatto domanda e offerta.

Il flusso delle informazioni e delle richieste riguardanti ogni singolo Cowo® del Network passa, per un buon 50-60%, dall’headquarter Cowo®.

Perché vi raccontiamo questo, mentre parliamo di mutamenti nella cultura del lavoro?

Semplice, perché i trend che abbiamo identificato nascono proprio dall’analisi del flusso di richieste.

Tendenza n. 1: in un periodo di quarantena forzata, l’interesse per il Coworking non scompare, anzi

Attenzione: pur non essendo parte delle “categorie essenziali”, pur avendo subito in pieno un lungo lockdown, il Coworking non ha dormito, in questi mesi.

Per tutti i mesi in cui siamo stati chiusi, le richieste hanno continuato a pervenire, con richieste e manifestazioni di interesse di vario tipo.

Se da un lato chi era già in Coworking ha più o meno sospeso la sua presenza, molti che prima non ci pensavano nemmeno hanno cominciato a valutare l’ipotesi di prendere una scrivania o un ufficio presso uno spazio Cowo®, e ha fatto delle ricerche attive, facendosi avanti con richieste info e apertura di contatti.

A pensarci bene, non sorprende; è storia di ogni giorno, in questo periodo, sentire qualcuno che, dopo aver lavorato a casa per settimane, si trova a combattere con una serie di nemici imprevisti, quali:

  • mancanza di seduta adeguata/piano tavolo/computer/connessione internet professionale
  • impossibilità di concentrazione
  • squilibrio nell’organizzazione della giornata
  • orari fuori controllo
  • mancanza di socialità

Nel ricercare soluzioni, ecco che incontrano il Coworking.

A questo punto, succede qualcosa di molto interessante: ne parlano al proprio capo, in azienda.

E questi si rende conto che forse è davanti a un’opportunità: quella di migliorare la soddisfazione del proprio dipendente e al tempo stesso risparmiare sui costi immobiliari del proprio conto economico.

Tendenza n. 2: le aziende mandano i dipendenti al Coworking (e forse glielo pagano anche)

Abbiamo notato – non solo nelle richieste dirette, ma anche nel passaparola, nelle conversazioni online, in una parola… “nell’aria” – un incremento degli interlocutori aziendali.

Qualcuno ha proprio fatto presente che esiste la (nuova) esigenza di dare ai propri dipendenti una sede di lavoro più agile dell’ufficio, con le sue rigidità e il suo indirizzo obbligato, sempre scomodo per qualcuno.

Altri si sono fatti avanti in veste di dipendenti più evoluti di altri, con la possibilità di gestire il proprio lavoro in autonomia, e senza tornare alla vita di prima.

Ovviamente, anche in questa nuova tendenza, si registra un cambio di approccio a due livelli: nelle aziende e nei dipendenti.

Chi tra noi ha partecipato alle iniziative di “Lavoro Agile” portate avanti dal Comune di Milano negli anni ha già avuto modo di verificare come queste evoluzioni portino fattori positivi sia nella vita quotidiana delle persone.

I lavoratori, infatti, rimangono più vicini a casa; l’organizzazione del lavoro, senza gli inutili pesi di una presenza costante e stressante, diventa più leggera ed efficente; senza contare la diminuzione del traffico, dei problemi di parcheggio, dell’inquinamento dell’aria.

E anche a livello di resa sul lavoro, è stato dimostrato che il livello di performance di chi lavora in modalità agile non è inferiore a chi si muove in modalità tradizionale, anzi, è spesso migliore.

Forse è per questo che da più parti si parla di far sostenere i costi delle postazioni ed uffici in Coworking alle aziende i cui dipendenti lavorano dal Cowo®.

Tendenza n. 3: aumentano le richieste a giornata: sessioni di lavoro e videochiamate

Come è facile intuire, e come già detto più volte, il lavoro da casa non consente tante cose, tra cui la concentrazione e le videochiamate in santa pace (oltre alle riunioni con i colleghi).

Abbiamo infatti riscontrato una impennata nelle richieste di servizi a giornata, che riguardano essenzialmente questi tipi di esigenza:

  • sessioni di lavoro, individuali o di team
  • incontri e riunioni, con i propri colleghi o esterni
  • videochiamate

Sono evidentemente tutti servizi “spot”, diversi dall’esigenza di trovare un luogo dove svolgere il proprio lavoro continuativamente, che contraddistingue tuttora la gran parte delle richieste… però il dato è molto interessante.

Mentre è chiaro che non dobbiamo certo puntare tutto su questi nuovi bisogni del mercato, è altrettanto chiaro che la cosa da fare è cercare di soddisfare queste esigenze per far conoscere a più persone possibile i vantaggi del Coworking.

Flessibilità, sostenibilità, possibilità di un ambiente professionale anche per brevi e brevissimi periodi, networking con altri professionisti.

Tutto questo – a chi è abituato da anni e anni alle dinamiche di ufficio tradizionali – risulta di grandissimo interesse, e può certamente costituire un biglietto da visita super-interessante per qualunque spazio di Coworking.

In conclusione, cos’abbiamo imparato dalla pandemia?

Abbiamo imparato che il Coworking gode di molta nuova attenzione, da parte di soggetti che mai prima si erano avvicinati all’idea di un ufficio condiviso e collaborativo.

Abbiamo imparato che queste persone che si avvicinano per la prima volta al Coworking hanno, inizialmente, bisogno di servizi a giornata.

Importante erogarli in modo professionale e qualificante, così che si possa man mano sviluppare una relazione più proficua nel tempo (nulla di più facile, ad esempio con le riunioni: se mi trovo bene, prenoto anche per le successiva)

Abbiamo imparato che esiste un forte interesse da parte del mondo aziendale.

Non che prima non ci fosse (da molto tempo lavoriamo con le aziende, e il nostro portale CoworkingPerAziende.it esiste da anni), ma c’è stato un salto di scala.

Ora quasi tutte le aziende stanno riflettendo su un modo più agile di lavorare, mentre prima erano solo le più avanzate.

Fa una differenza enorme.

In questo, c’è un dibattito in corso sulla possibilità che le aziende sostengano i costi del Coworking per i propri dipendenti.

Stay tuned: c’è molto da fare e da costruire, sulla base di queste nuove evidenze!

Lato nostro, vi terremo informati sulle tendenze che emergeranno dal nostro lavoro quotidiano di gestione delle richieste a livello nazionale.