My Coworking Day: la nostra giornata al Coworking Stazione Lambrate. Ecco com’è andata!

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coworking stazione lambratePer l’attività #MyCoworkingDay, sempre alla scoperta dei Coworking italiani, la nostra coworker Cristina è stata a Milano, a scoprire un Coworking molto particolare: quello di Stazione Lambrate a Milano.

Qui sotto il suo racconto della giornata, mentre si possono trovare online tutti i suoi articoli e contenuti vari sulle sue tante visite negli spazi Coworking seguendo l’hashtag #mycoworkingday o semplicemente leggendo questa sezione del blog Cowo®.

Ci sono posti di cui ti innamori fin da subito e senza nemmeno sapere il perché.

Magari sei alla ricerca di un Coworking dove lavorare, un posto dove finire di scrivere quell’articolo che ti porti dietro da qualche giorno, un luogo di lavoro dove trovare calma e concentrazione, ma senza sentirti sola o annoiarti… ed ecco che arriva il Cowo® Stazione Lambrate a Milano.

Sarà perché da fuori – ossia da via Ponte di Legno, a un tiro di schioppo dalla stazione – non daresti particolarmente peso a quel portone verde che non lo distingue dagli altri (e infatti, nonostante sappia il civico, continuo a camminare per la via anche se Google Maps mi aveva segnalato di essere arrivata), sarà perché è in un complesso di ex capannoni industriali, inizialmente non dò peso all’esterno.

Non ho idea di cosa succederà una volta varcata la soglia.

Non appena entrata, invece, già l’ingresso mi colpisce.

Non so se succede anche a voi, ma l’atrio, sia una casa o un Coworking, per me è fondamentale… non perché lo dica chissà quale rivista o blog di architettura e design, ma perché mi dà il vero benvenuto e annulla in un batter d’occhio quella sensazione di disagio mista a curiosità che si ha quando si supera la porta di un posto conosciuto.

Sì, la classica prima impressione che conta.

Coworking Stazione Lambrate

Qui c’è un piacevole divanetto, un comodo tavolino beige affiancato ad altri tavolini rossi (in pieno stile Cowo®!), un bel parquet tutt’intorno e sullo sfondo una stanza con una vetrata.

Attraverso il vetro, intravedo 3 ragazze che parlano tra loro (tra poco farò la loro conoscenza), quadretti colorati alle pareti, tra i quali uno che mi colpisce in particolare. Dice:

We are so good together

Una frase semplice, ma che dice l’essenza del lavorare in Coworking, secondo me.

Scoprirò diverse volte, nel corso della giornata, quanto questo principio si ben applicato, qui in via Ponte di Legno 7.

Prima di tutto, attraverso la conoscenza di Daniela che è una Cowo® manager brillante, accogliente, sorridente.

Sarà che è campana – e tra noi del Sud ci troviamo subito – sarà che la sua è una storia di lavoro e di vita molto particolare, ma ci troviamo subito bene e in sintonia.

E fin da subito scopro cosa l’ha portata ad aprire il Coworking da poco, meno di un anno.

Daniela è adesso una libera professionista, consulente aziendale, ma ha alle spalle un vissuto lavorativo parecchio turbolento.

coworking stazione lambrate

Era infatti una manager d’azienda fino a che non è rimasta incinta.

Per me tutto è cambiato quando, mentre ero in maternità, l’Amministratore Delegato se ne andò e cedette il posto a un francese che mi demansionò.

Cosa che scoprii ancora prima di rientrare e per puro caso.

Da lì iniziò un lungo tiro e molla, durato diverso tempo finché i rapporti non si incrinarono del tutto.

Sul suo viso, però, di quello che è stato resta pochissimo: il sorriso e lo sguardo aperto testimoniano una cosa che penso da sempre: nel Coworking conoscere le storie professionali degli altri può essere di stimolo e riflessione, oltre che di aiuto concreto.

Per ricordarsi che i problemi li abbiamo tutti e che a volte basta condividerli con qualcuno per ridimensionarli o trovare una soluzione pratica.

Io e Daniela parliamo molto nella’open space dove si trovano diverse scrivanie, ma anche mentre facciamo il giro del Coworking.

C’è una grande sala riunioni, per esempio, disponibile appunto per meeting – comodissima per chi arriva sia dal centro città sia da fuori Milano, vicini come siamo alla Stazione ferrovialria e alla metro verde – ma anche per chi cerca un’aula per fare formazione in zona Lambrate.coworker al cowo stazione lambrate

Da giornalista che si occupa anche di formazione, posso confermare che la sala accoglie bene 10 persone ed è dotata di tutto ciò che serve: videoproiettore, connessione wi-fi, prese per tutti i computer dei partecipanti, sedie comode e spazio esterno per le pause (gradite ai fumatori).

Ci soffermiamo, poi, in particolare sulla stanza con la vetrata di cui vi parlavo, con le 3 ragazze.

Entrare qui, dove si organizzano eventi di diverso tipo e in particolare fiere, mi porta subito oltre i confini: ci lavorano Ana, Julia e Alice rispettivamente dalla Croazia, Ucraina e Guatemala.

Basta poco per respirare internazionalità, ma la cosa, anzi la persona più bella è lei…

Si chiama Valentina, ha solo 2 mesi ed è la figlia di Alice.

Ed è un attimo passare dalla storia di una cattiva gestione aziendale di una maternità ad una, felicissima, come solo nei Coworking e nelle aziende più evolute può avvenire.

Una madre che riesce a portare con sé la bambina sul luogo di lavoro.

Bambina peraltro bravissima e che regala a chiunque – me compresa – tantissima gioia.

Mi racconta Daniela:

Valentina è la nostra mascotte e le siamo tutti molto legati.

L’abbiamo vista quando era nella pancia della mamma e l’abbiamo festeggiata in tutti i modi.

Il Cowo® Stazione Lambrate ha anche una cucina/sala pranzo ben attrezzata con frigo, forno e tutto quello che serve per la pausa a metà giornata o per un the delle 17.

Come quello che prendiamo io e Daniela chiacchierando di tutto e in particolare del suo percorso dal sud fino a Milano, città che entrambe amiamo, ma come diciamo “non è per tutti”.

Daniela ama profondamente il suo ruolo di Cowo® Manager:

Mi piace conoscere gente, dare consigli e potere offrire ai coworker il meglio.

Ho infatti affittato l’altro edificio per poter permettere a una startup innovativa che produce prodotti della salute di avere ancora più spazio e di crescere.

In fondo, avere un Coworking vuol dire mettere a proprio agio le persone”.

Esattamente così mi sono sentita per tutto il giorno: a mio agio.

Tant’è che sono riuscita finalmente a consegnare l’articolo che mi angosciava.

Perché quando si è in cerca di ispirazione e qualcosa ti affatica mentalmente c’è una sola soluzione: uscire, parlare con altra gente, distrarsi. E le idee arrivano da sole.

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